Tra robotizzazione e regolamentazione del lavoro

In un nuovo Working Paper LIW, Silvio Traverso, Massimiliano Vatiero e Enrico Zaninotto discutono e indagano empiricamente la relazione tra regolamentazione del lavoro e robotizzazione.

nessun commento

In un nuovo Working Paper LIW, Silvio Traverso, Massimiliano Vatiero e Enrico Zaninotto discutono e indagano empiricamente la relazione tra regolamentazione del lavoro e robotizzazione.

In particolare, l’analisi empirica si concentra sul rapporto tra la disciplina del licenziamento dei lavoratori e l’adozione di robot industriali in diciannove paesi occidentali nel periodo 2006-2016.

Nel periodo preso in considerazione e per i diciannove paesi considerati nell’analisi, gli autori rilevano che alti livelli di tutela legale del lavoro risultano negativamente associati all’adozione di robot industriali.

Una possibile spiegazione del risultato è che la presenza di rigidità nel mercato del lavoro rende gli investimenti più rischiosi, scoraggiando l’adozione di tecnologie innovative da parte delle imprese.

Se da questo punto di vista i robot industriali si comportano come qualsiasi altra forma di capitale fisico (nel suo senso comune), essi differiscono dal capitale fisico classico per un aspetto cruciale: possono, almeno in parte, sostituire il lavoro umano flessibile.

La presenza di rigide normative sul lavoro può quindi rappresentare un incentivo per le imprese a perseguire la robotizzazione al fine di ridurre il rischio di “hold-up” da parte dei lavoratori dell’industria che, a parità di altre condizioni, tende ad essere più elevato nei settori ad alta intensità di capitale. Interagendo, infatti, il grado di tutela dell’occupazione a livello di paese con l’intensità di capitale a livello di paese-industria, gli autori trovano evidenze coerenti con questa ipotesi, trovando che la correlazione è positivamente mediata del livello di regolamentazione del lavoro favorevole al lavoro.

I risultati del lavoro contenuto nel nuovo WP LIW, suggeriscono che la volontà delle imprese di sostituire il lavoro rappresenta uno meccanismi per l’adozione di robot industriali nei settori non terziari, anche se non il più importante.

Una lettura interessante dei risultati è che sembrano evidenziare la duplice natura dei robot: se da un lato i robot possono integrare il lavoro – operando come capitale fisico – allo stesso tempo possono rappresentare un sostituto diretto dei lavoratori.

I

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...