Flessibilità di scambio: lavoratori contingenti o pratiche delle risorse umane?

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Nonostante un’ampia letteratura abbia mostrato che il lavoro atipico peggiora le condizioni di lavoro, riduce la produttività del lavoro e impedisce alle aziende di competere in segmenti di mercato di qualità superiore, le aziende continuano ad assumere lavoratori atipici per fornire flessibilità in risposta a condizioni di mercato instabili. 

In una nuova ricerca pubblicata su Human Resource Management Journal, Andrea Signoretti, Lucia Pederiva, ed Enrico Zaninotto, studiano l’utilizzo da parte delle aziende di lavoratori atipici analizzando 39 interviste a manager aziendali provenienti da 17 diverse aziende del settore dei servizi situate nel nord-est dell’Italia.

Il lavoro mostra che le imprese limitano l’uso di contratti atipici non solo nei casi di compiti specifici e complessi, ma anche in casi di compiti semplici e non specifici quando supportati da pratiche di gestione delle risorse umane che mirano ad aumentare la flessibilità interna. Le imprese possono trarre vantaggio da una forza lavoro stabile utilizzando strategicamente pratiche di flessibilità nella gestione delle risorse umane come alternativa alla flessibilità del mercato del lavoro.

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