Buon lavoro, Presidente.

2 commenti


Autore: Paolo Barbieri***


Alla fine, abbiamo un Governo. Cacciato Conte, cacciati i suoi più o meno incompetenti ministri e segretari, il governo di Salvezza Nazionale è arrivato. Persone in gamba, per lo più “Tecnici” (si dice così anche se sembra un insulto. O forse no, se l’alternativa è “politici”) e un gran gruppo di politici, alcuni dei quali ci si augurava di non rivedere più in circolazione.

Si dice però che i posti di comando siano strettamente sotto controllo del Mario nazionale, tramite i “suoi” Tecnici, e che per il resto si tratta vuoi di ministeri senza portafoglio o di posti da cui si potranno fare pochi danni. Che dire? Ce lo auguriamo tutti, credo. Di certo, è un governo che almeno come prima impressione, ha dei “paletti forti” per professionalità e competenze, augurandoci che questi ‘paletti’ siano sufficientemente robusti da reggere anche per i troppi pioli non proprio esaltanti che pure ci propone…

Al nuovo Governo, e al nuovo Presidente del CdM, auguriamo di poter lavorare bene e in modo spedito per sistemare i troppi problemi del paese, whatever it takes.

Ci permettiamo, en passant e consapevoli che si tratta di un suggerimento non richiestoci da nessuno, di ricordare al Presidente e ai suoi “Tecnici” la situazione a un tempo drammatica e disperante illustrata nel grafico qui sotto – pur essendo certi del fatto che il Presidente lo conosca benissimo. 

Il grafico, altrimenti noto come la curva del Grande Gatsby (il riferimento è al romanzo di F. Scott Fitzgerald che illustra la diseguaglianza di classe nell’America degli anni ’20) associa, per una serie di paesi sull’asse X il livello di diseguaglianza economica (misurata con l’indice di Gini: più tende a 1, più la ricchezza economica è concentrata nelle mani di pochi) con un indice di correlazione intergenerazionale del reddito sull’asse Y. In altre parole, il grafico rappresenta quanto, in una serie di paesi occidentali, al crescere della diseguaglianza economica, cresca la trasmissione intergenerazionale del privilegio socioeconomico e della ricchezza. Alan Krueger (lo ricordiamo in un altro post LIW) ai tempi in cui era consigliere economico di Clinton la rese nota al grande pubblico in un suo speech.

fonte: milescorak.com

Ci interessa perché mostra la disastrosa realtà italica: livelli di diseguaglianza economica e di immobilità sociale (leggi: riproduzione del privilegio socioeconomico) da cluster dei paesi “liberisti” – dovremmo aggiungere senza nemmeno la consolazione di un mercato che tra alti e bassi magari qualcosa crea.

Al nuovo governo di Salvezza Nazionale e al nuovo Presidente, che se non altro ha già dato prova di saper salvare ciò che gli era stato chiesto di salvare, auguriamo quindi di riuscire a portare questo paese in “zona gialla”, verso quell’origine degli assi in cui si addensano i paesi con bassi livelli di diseguaglianza economica e bassa immobilità sociale. O almeno di avvicinarci un po’ a quel punto ideale. Sarebbe già un successo. Buon Lavoro, Presidente.


Paolo Barbieri è professore ordinario di Sociologia Economica presso il Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale di Trento, nonché coordinatore del Laboratorio LIW.

(foto di copertina:quirinale.it)

2 comments on “Buon lavoro, Presidente.”

  1. Tutti ripongono molte speranze nel governo Draghi, ma alcuni caveat sono necessari. Anzitutto, probabilmente Draghi si accorgerà che lavorare in un contesto nazionale è più difficile e insidioso che lavorare in un contesto internazionale. Temo che verrà presto stupito da tatticismi e repentini cambi di opinione, nei quali si concretizza purtroppo l’attuale nozione di “politica”. In secondo luogo, non si realizzeranno forse i vantaggi sperati (anche dal Presidente Mattarella) di avere all’interno del governo rappresentanti politici dei partiti della maggioranza piuttosto che tecnici esperti (rappresentativi degli orientamenti dei partiti ma non direttamente attivi in politica) come sarebbe forse stato auspicabile. In terzo luogo, un invito a tutti (soprattutto a noi accademici) di esimerci dall’utilizzare toni e termini bellicosi. Quanto alle disuguaglianze, oltre ad essere socialmente dannose, purtroppo esse incidono anche sulle probabilità di crescita economica del paese.
    Simona Piattoni

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  2. Grazie Simona per il tuo commento.

    Ti assicuro che come scienziati sociali che hanno costituito il LIW, siamo ben consapevoli che livelli eccessivamente elevati di diseguaglianza rappresentino un problema, sociale come economico (e temo anche politico). La nostra ricerca (che puoi vedere in versione WP nella sezione dedicata) lo mostra credo piuttosto bene e noi tutti, economisti e sociologi LIW, lo sosteniamo da tempo. Quindi non posso che darti un caloroso benvenuto fra quanti sono preoccupati degli effetti della diseguaglianza e soprattutto dei suoi meccanismi generativi, micro e macro.
    Mi rendo conto che esprimo un parere personale (ma del resto, su un blog si fa cosi’) ma sarei tentato di dire che il precedente governo non avesse fatto della diseguaglianza una sua preoccupazione di policy. La vicenda RdC e l’annessa ‘faccenda’ ANPAL sono esempi di tale approssimazione.
    Dopodiche’, concordo ancora con te nel ritenere che il clima politico favorevole che ha salutato il governo Draghi finira’ in fretta… Monti docet.

    Paolo

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