Possiamo riparare le diseguaglianze?

Possiamo riparare le diseguaglianze?

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Come è noto, gli Stati Uniti e l’Europa sono stati esposti a tendenze sostanzialmente simili per quanto riguarda la globalizzazione e la tecnologia. Eppure non c’è dubbio: la disuguaglianza, che pure è aumentata in quasi tutte le economie avanzate, è cresciuta in modo particolarmente allarmante negli Stati Uniti.

Tra i tanti fattori che documentano questo incremento ci sono certamente le disparità di reddito, che dopo uno storico declino sono tornate ad aumentare. Si osservi per esempio la quota di reddito dell’1% più ricco della popolazione in Europa occidentale e negli Stati Uniti, il cosiddetto “Top 1%”: tra gli anni Settanta e Ottanta si parlava in entrambi i casi di una quota di circa l’8%, laddove oggi in Europa occidentale si ha l’11%, mentre negli USA ci si attesta intorno a un sonoro 20%. Non stupisce quindi il cambiamento parallelo della quota di reddito del 50% più povero: anche qui, in entrambi i casi, si è partiti da una percentuale comune del 20% nei decenni passati, mentre oggi il dato è del 18% in Europa e del 12,5% negli Stati Uniti.

Se da un lato le diseguaglianze di genere e razziali sono generalmente diminuite (pur rimanendo elevate), nuovi cleavages geografici e culturali si sono fatti spazio nel panorama delle diseguaglianze. Queste divisioni riflettono divergenze nelle opportunità economiche e negli orientamenti culturali – conservatorismo sociale contro liberalismo
sociale – che si rafforzano a vicenda. Tutto questo si manifesta in una ridotta fiducia nelle élite politiche, nel malcontento sociale e nel sostegno all’estrema destra.

Le differenze di cui sopra suggeriscono come Europa e Stati Uniti abbiano intrapreso strade diverse per affrontare gli effetti dei cambiamenti economici e tecnologici sulla distribuzione delle diseguaglianze. In generale, è possibile affermare che i divari di
reddito e di ricchezza si sono ampliati di meno nei Paesi caratterizzati da regimi fiscali più progressivi, da istituzioni forti del mercato del lavoro (come i sindacati e le leggi sui salari minimi), dall’ampio accesso all’istruzione e ai servizi sanitari e da generosi trasferimenti sociali.

A partire da queste premesse è stata organizzata la conferenza mondiale “Combating Inequality: Rethinking Policies to Reduce Inequality in Advanced Economies” tenutasi presso il Peterson Institute for International Economics lo scorso ottobre. La conferenza si è concentrata sugli strumenti e sui possibili rimedi che i politici hanno a disposizione – o dovrebbero avere  – per combattere la diseguaglianza.

“We Have the Tools to Reverse the Rise in Inequality”è il titolo della relazione scritta da Oliver Blanchard (PIIE) e Dani Rodrik (Harvard University), la quale riassume i punti chiave emersi nel corso delle due giornate di dibattito.

Tutto il materiale presentato è stato reso pubblico ed è disponibile cliccando qui:
https://www.piie.com/events/combating-inequality-rethinking-policies-reduce-inequality-advanced-economies

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