La probabilità di automazione delle occupazioni in Italia

nessun commento

L’automazione del lavoro cognitivo, la robotica avanzata, le stampanti 3D e altre innovazioni tecnologiche hanno cambiando sostanzialmente la produzione dei beni e l’erogazione di servizi in molti ambiti economici. Di fronte alle mutata domanda lavorativa, sono in molti a domandarsi se lo sviluppo tecnologico rappresenti una minaccia o un’opportunità.

Le visioni degli economisti prevedono esiti contrastanti e futuri più o meno incerti.

Se da un lato troviamo gli economisti massimalisti, i quali vedono nella tecnologia una fonte di disoccupazione permanente, dall’altro gli economisti minimalisti sostengono che il rischio di sostituzione dei lavoratori sarà minimo.

Per rispondere in modo adeguato a questa domanda, Emilia Filippi e Sandro Trento del Dipartimento di Economia e Management dell’Università di Trento hanno condotto uno studio per stimare quali occupazioni in Italia siano più soggette al rischio di essere sostituite da macchine.

Emilia Filippi e Sandro Trento
La probabilità di automazione delle occupazioni in Italia” 
Versione PDF

Solitamente, due sono gli approcci essenziali nello studio della probabilità di automazione delle occupazioni. Il primo, l’Occupation Based Approach, si basa sull’idea che siano le occupazioni ad essere automatizzabili. Il secondo, il  Task Based approach, si basa invece sull’assunto che siano le attività lavorative a essere automatizzabili.

Filippi e Trento hanno applicato entrambe le strategie sul caso italiano, mostrando che l’approccio occupation-based tende a sovrastimare la percentuale di forza lavoro a rischio di sostituzione e a mostrare valori più estremi rispetto ad un approccio task-based. Le stime non differiscono di poco: se nel primo caso sarebbe a rischio circa un terzo dei lavoratori italiani (33%), nel secondo tale rischio si ridurebbe di circa la metà (18%).

A prescindere dal metodo applicato per la probabilità di automazione, le occupazioni ad alto rischio di automazione sono quelle che richiedono la realizzazione di un numero elevato di attività di routine. Fanno parte di questa categorie le attività che competono il settore dei trasporti ad esempio, ma anche varie attività di produzione, vendita e supporto amministrativo.

Al contrario, tutte le occupazioni che presentano elevanti livelli di intelligenza creativa e sociale, come ad esempio occupazioni che rientrano nell’ambito legale, nel settore del management e della finanza, l’istruzione o l’arte, hanno un rischio di sostituzione basso.

Il requisito più importante per capire se un’attività lavorativa sarà automatizzata o meno in futuro riguarda la sua fattibilità tecnica, ovvero la progettazione e l’adattamento della tecnologia al livello di performance richiesto.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...