Le conseguenze politiche del cambiamento tecnologico.

Il cambiamento tecnologico può causare delle perturbazioni nel panorama politico?

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L’automazione, la digitalizzazione e l’intelligenza artificiale stanno trasformando profondamente il mondo del lavoro.

La ricerca scientifica da tempo ha iniziato ad interrogarsi sul modo in cui mansioni diverse all’interno di occupazioni, o anche parti del processo produttivo, vengono ad essere sostituite da dispositivi automatici e nuove tecnologie. Un risultato condiviso è che l’automazione delle mansioni lavorative svolte da umani non abbia determinato un perdita tout court di posti di lavoro, ma che gli svantaggi si siano concentrati su specifiche mansioni (tasks) ripetitive, ed eventualmente su gruppi occupazionali in cui è elevato il tasso di ripetitività delle mansioni svolte.

In particolare, l’avvento tecnologico ha comportato quella che viene definita come una “polarizzazione del mercato del lavoro“, intendendo con questo un processo per cui la quota dei lavori di routine di livello intermedio è andata costantemente abbassandosi, a fronte della crescita dei lavori di non routine al contempo caratterizzati da un elevato contenuto professionale e capitale umano e da un basso o bassissimo contenuto professionale, ma difficilmente automatizzabili. 

Questo perché, al di là del mutamento nella composizione occupazionale e di classe degli occupati, le conseguenze dei cambiamenti sociotecnici e occupazionali possono andare ben oltre i confini del mercato del lavoro. Ad esempio, possono darsi conseguenze politiche e sociali anche serie: spostamenti massicci di quote di elettorato in cerca di leader che garantiscano loro una qualche (sempre illusoria) “protezione” dai mutamenti.

Uno dei possibili effetti dell’automazione delle mansioni della forza lavoro occupata, è stato affrontato sulla rivista scientifica Research and Politic. In questa special issue (distribuita open source) l’analisi degli effetti dell’automazione sul mercato del lavoro è stata estesa ai risvolti politici che il cambiamento tecnologico e la polarizzazione dell’occupazione possono comportare. 

L’idea alla base di tutti gli articoli è che i nuovi modelli di lavoro frutto dell’automazione siano fonte di profonda insicurezza sul futuro lavorativo per specifiche categorie occupazionali e che il diffondersi di sfiducia e di prospettive negative rispetto all’evoluzione delle strutture produttive crei una domanda crescente di protezionismo sociale, culturale ed economico alla quale gli attori politici rispondono in modo diverso.

In particolare, nel corso degli articoli viene testata l’ipotesi per cui gli individui occupati in mansioni a maggior rischio di automazione e maggiormente esposti ai cambiamenti tecnologici, abbiano una probabilità maggiore di votare a favore dei partiti populisti della destra radicale, i quali sono riusciti, meglio di altri, a riconoscere le ansie dei lavoratori di routine scontenti e a sfruttare tali paure diffuse in termini di potenziale elettorale. 

In questo modo il cambiamento tecnologico può causare perturbazioni nel panorama politico.

Gli studi ad accesso libero sono qui elencati: 

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