“We find no indication that the rise in the minimum wage reduced employment”

Già nel 1994 Alan Krueger sfidò i modelli teorici dominanti nel campo dell’economia studiando con un confronto locale gli effetti del salario minimo negli USA.

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La scorsa settimana Alan Krueger, economista del lavoro ed uno dei più importanti nomi dell’economia contemporanea, noto per essersi costantemente impegnato nello sviluppo di efficaci politiche economiche di governo, da posizioni dichiaratamente pro-labour, ha deciso di andarsene definitivamente da questo mondo.

Docente alla Princeton University, Alan Krueger è stato nominato da Barack Obama Vice Segretario del Tesoro per la Politica Economica dal 2009 al 2010, ed ha svolto un ruolo chiave nel portare gli Usa fuori dalla grande crisi finanziaria.

In Italia è forse più conosciuto grazie alle sue frequenti apparizioni al Festival dell’Economia, al quale ha preso parte anche in occasione dell’ultima edizione. Molte personalità di spicco nel mondo accademico lo hanno ricordato in questi giorni: definito “un moderno Keynes” da Tito Boeri, che ne ha sottolineato la grande eredità in un articolo su LaVoce, Alan Krueger viene ricordato da Paul Krugman come uno studioso che “ha fatto di più per cambiare il modo in cui consideriamo l’economia rispetto a qualsiasi altro economista moderno”. 

Fin dall’inizio della sua carriera Krueger ha infatti sfidato i modelli teorici dominanti nel campo dell’economia, attraverso analisi empiriche che hanno creato grande dibattito. Il suo lavoro più influente per i sociologi che analizzano la diseguaglianza sociale è sicuramente la discussione della cosìddetta “Great Gatsby Curve” in cui correla diseguaglianza economica e immobilità sociale in Occidente.

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Source: Corak (2013) and OECD.

Nel campo dell’economia il riferimento d’obbligo è lo studio sugli effetti del salario minimo condotto con David Card, pubblicato sull’American Economic Review nel 1994. 

Scarica lo studio:
Minimum Wages and Employment: A Case Study of the Fast-Food Industry in New Jersey and Pennsylvania”
David Card & Alan B. Krueger.

The American Economic Review, Vol. 84, No. 4. (Sep., 1994), pp. 772-793.
Stable URL: http://links.jstor.org/sici?sici=0002-8282%28199409%2984%3A4%3C772%3AMWAEAC%3E2.0.CO%3B2-O

Secondo il modello teorico classico, a fronte di un aumento del salario minimo sarebbe dovuta diminuire  l’occupazione. Krueger testò questa assunzione per mezzo di un confronto “locale” (fra New Jersey, stato in cui nel 1992 venne innalzato il salario minimo, e Pennsylvania, dove non era stata introdotta alcuna variazione). Il lavoro di Card e Krueger si concludeva con l’affermazione: “We find no indication that the rise in the minimum wage reduced employment. Una lezione ancora valida oggi, tanto più nel dibattito italiano attuale.

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