Le tendenze nascoste delle diseguaglianze

I rischi sperimentati nel corso della vita si accumulano?

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Il passaggio dal mondo della scuola a quello lavorativo ha sempre rappresentato una fase molto importante verso la transizione alla vita adulta, ma per le generazioni più recenti questo passaggio risulta più cruciale rispetto a quanto avveniva per le generazioni precedenti.

Va sottolineato che i cambiamenti sociali degli ultimi anni e le riforme strutturali avviate nei due scorsi decenni e proseguite all’indomani della crisi economica hanno influenzato in modo significativo le possibilità dei giovani di inserirsi nel mercato del lavoro primario. Queste nuove sfide sortiscono effetti negativi anche sulle principali transizioni demografiche, sui modelli familiari delle nuove generazioni, come anche sulla salute e sulla partecipazione sociale dei nuovi giovani.

Il generalizzato aumento della diseguaglianze che ha travolto i paesi occidentali ha quindi influenzato non solo importanti transizioni quali l’uscita di casa dai genitori e l’ingresso nel mercato del lavoro, ma anche la possibilità di creare una famiglia indipendente e di essere cittadini integrati nelle istituzioni sociali.

Due ricerche condotte dai membri del LIW hanno cercato di analizzare nello specifico i trend di accumulazione dei rischi sperimentati nel mercato del lavoro, tanto in termini longitudinali, quanto a livello familiare.

Entrambi gli studi sono stati presentati nel corso della 26° conferenza annuale del Network europeo “Transition in youth”, che si è svolta a Mannheim dal 5 all’8 settembre 2018.

Barbieri Paolo, Cutuli Giorgio, Scherer Stefani “Low Wage and in-work poverty in Europe”

Il lavoro presenta un’analisi delle determinanti individuali, familiari e istituzionali dell’esposizione a condizioni di povertà nel lavoro (in-work poverty, IWP) in diversi contesti nazionali, mettendo in evidenza le dinamiche di stratificazione e di accumulazione del rischio nel periodo 2004-2015. Attraverso un’analisi di tipo comparato a livello europeo, si mostra lo stato di IWP sia estremamente “vischioso” cioè che sia difficile uscirne una volta caduti in povertà lavorativa – tanto più in Italia. Gli autori indicano inoltre come diversi elementi concorrano alla definizione dei rischi di IWP per diversi gruppi sociali. A margine delle consuete caratteristiche socio-demografiche ed occupazionali che alzano il rischio di IWP (bassa istruzione, lavori dequalificati e sottopagati, essere maschi adulti, vivere in famiglie numerose ma con pochi membri che lavorano), viene sottolineato il ruolo giocato da una serie di fattori macro-istituzionali (dualizzazione e precarizzazione del mercato del lavoro, diffusione del lavoro atipico e a termine; scarsità dei trasferimenti di welfare e inefficacia nel prevenire o proteggere dal rischio di IWP) nonché da diversi modelli di combinazione fra famiglia e lavoro dei membri, nel corso del tempo.

Le caratteristiche del nucleo familiare interagiscono poi con specifici eventi che possono avere effetti scatenanti i rischi di IWP (quali la nascita di un figlio) così come con eventi che invece hanno un effetto di riduzione del rischio (quale l’ingresso nell’occupazione della componente femminile della famiglia).

Il paper sottolinea l’importanza del lavoro femminile quale “politica” di riduzione dei rischi di IWP familiari, anche a costo di accettare un lavoro a termine.

Gli autori evidenziano inoltre come la genuina dipendenza dallo stato, vale a dire l’effetto netto di intrappolamento dovuto a precedenti episodi di IWP, eserciti un ruolo marginale rispetto ai rischi di reiterazione e di accumulazione nel tempo della condizione di IWP.

In termini di policy, l’evidenza descritta depone a favore di un insieme di misure di contrasto alla povertà, non (sol)tanto incentrata sulla disponibilità dei necessari trasferimenti monetari ai soggetti e ai gruppi interessati da fenomeni di IWP. Piuttosto, in ottica di ridurre la futura esposizione al rischio, si sottolinea l’opportunità dell’implementazione di un insieme di misure atte a promuovere tanto la riduzione dell’incidenza delle famiglie monoreddito, quanto l’incremento dell’intensità lavorativa del nucleo. Altrettanto importante appare, anche in termini di trasmissione intergenerazionale dei rischi di povertà, il contrasto a fenomeni di accumulazione a livello familiare di posizioni individuali di svantaggio nel mercato del lavoro secondario.

Barbieri, Cutuli, Scherer - TIY2018
Barbieri, Cutuli, Scherer – TIY2018

 

Cutuli Giorgio, Grotti Raffaele “When it rains, it pours. The stratification of unemployment inertia in Europe”

L’articolo discute i principali fattori di esposizione alla disoccupazione e all’accumulazione di rischi socio economici in diversi paesi europei, adottando una prospettiva dinamica e comparata.

Gli autori combinano una discussione teorica e un esercizio di analisi empirica, guardando al ruolo rivestito da caratteristiche individuali, osservate o no, e all’influenza esercitata da fattori macro, di carattere istituzionale, nella definizione di distribuzione, durata e dinamiche della disoccupazione nel tempo. Facendo uso dei dati EU-SILC 2004-2015, implementano dei correlated random effects dynamic probit models.

L’analisi consente di identificare empiricamente (e di separare) l’influenza della genuina dipendenza nello stato da un lato, e delle caratteristiche individuali non osservate costanti nel tempo, dall’altro. Entrambi i fattori appaiono rilevanti nella reiterazione e l’accumulazione longitudinale di episodi di disoccupazione.

Contestualmente, l’analisi mette in luce una sostanziale eterogeneità negli effetti di dipendenza nello stato a seconda delle caratteristiche dei soggetti coinvolti. Si suggerisce quindi come questa eterogeneità, con effetti di inerzia più o meno pronunciati tra i diversi gruppi sociali, sia alla base delle dinamiche di accumulazione dei rischi socio-economici nel corso di vita. Conseguentemente, si sostiene, le stesse dinamiche hanno significative implicazioni in termini di stratificazione sociale.

Il contributo suggerisce inoltre come il peso relativo di diversi meccanismi di accumulazione, e la loro azione combinata, varino non soltanto tra gruppi sociali, ma anche tra paesi con diverse configurazioni istituzionali di welfare.

Infine, gli autori suggeriscono come l’evidenza empirica prodotta possa contribuire alla definizione di un insieme efficace di politiche di contrasto ai molti fenomeni di accumulazione di svantaggio socio-economico nel corso di vita.

Cutuli & Grotti - TIY2018
Cutuli & Grotti – TIY2018

 

 

Invitiamo chi fosse interessato a contattare gli autori attraverso la seguente pagina.

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