Vecchie e nuove sfide nel mercato del lavoro europeo

Quali problematiche derivano dalla ricomposizione del mercato del lavoro che ha fatto seguito alla crisi economica?

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Negli anni recenti l’Europa sembra aver finalmente riguadagnato un percorso di stabilità verso una lenta ripresa economica: lo dimostrano alcuni indicatori economici come la crescita del prodotto interno lordo, la crescita dell’occupazione e della partecipazione al mercato del lavoro, nonché la diminuzione dei tassi di disoccupazione, prossimi ai livelli pre-crisi.

Questi indicatori, tuttavia, non colgono i profondi cambiamenti economici, tecnologici e istituzionali che hanno caratterizzato il mercato del lavoro europeo nel decennio che è seguito alla profonda recessione del 2008.

L’analisi teorica ed empirica delle molteplici problematiche derivanti dalla ricomposizione strutturale del mercato che ha fatto seguito alla crisi è stata l’oggetto della 39° conferenza annuale dell’International Working Party on Labour Market Segmentation, ospitata dall’Università di Trento il 6 e 7 settembre 2018.

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Maurizio Franzini e Paola Villa

L’International Working Party on Labour Market Segmentation è una associazione interdisciplinare di studiosi di scienze sociali (economisti, sociologi, giuslavoristi, ecc.) che, a partire dal 1979, si riunisce in un convegno annuale per confrontarsi e discutere diversi aspetti del mercato del lavoro. Ogni anno viene individuata una sede ospitante che oltre ad occuparsi delle questioni organizzative, propone un tema centrale riguardante varie questioni legate al mercato del lavoro. Il tema di quest’anno, come anticipato, è stato quello delle “vecchie e nuove sfide nel mercato del lavoro europeo”.

Tanti i temi discussi durante le due giornate della conferenza: gli interventi hanno spaziato dai problemi connessi con i bassi livelli salariali dei “working poor” fino all’emergere di nuove forme di diseguaglianza legate alla marginalizzazione di alcuni gruppi di lavoratori (in particolare, giovani, donne con figli e migranti) e all’evoluzione tecnologica. Non sono mancati contributi circa le tradizionali istanze sociali connesse al lavoro e alla povertà.  Partendo da queste analisi, i partecipanti hanno anche avanzato proposte di politiche volte alla risoluzione delle nuove sfide sociali.

Tra i molti studiosi del mercato del lavoro che hanno preso parola durante il meeting meritano attenzione le presentazioni di diversi componenti del laboratorio LIW. Riassumiamo brevemente questi contributi, invitando chi fosse interessato a contattare direttamente gli autori attraverso i link presenti in questa pagina.

Barbieri Paolo, Cutuli Giorgio, Scherer Stefani “Low Wage and in-work poverty in Europe”

Stefani Scherer ha presentato i risultati principali di una ricerca (coautorata) che ha analizzato le determinanti individuali, familiari e istituzionali dell’esposizione a condizioni di povertà nel lavoro (in-work poverty, IWP) in diversi contesti nazionali, mettendo in evidenza le dinamiche di stratificazione e di accumulazione del rischio in termini longitudinali. Attraverso un’analisi di tipo comparato a livello europeo, si mostra come bassi salari e IWP siano da considerarsi fenomeni analiticamente distinti e non strettamente correlati, sia dal punto di vista macro, quanto sul piano micro. Viene inoltre indicato come diversi elementi concorrano alla definizione dei rischi di IWP per diversi gruppi sociali. A margine delle consuete variabili socio-demografiche, si sottolinea il ruolo giocato da una parte, da caratteristiche individuali relative a posizioni di svantaggio nel mercato del lavoro, quali basso salario, orario ridotto e contrattualizzazione a termine; dall’altra, la rilevanza di aspetti relativi alla composizione ed alle caratteristiche strutturali del nucleo familiare, quali il numero di membri, l’intensità di lavoro o l’importanza di specifici eventi, quali la nascita e la presenza di figli piccoli all’interno del nucleo. Si evidenzia inoltre come la genuina dipendenza nello stato, vale a dire l’effetto netto di intrappolamento dovuto a precedenti episodi di IWP, eserciti un ruolo marginale rispetto ai rischi di reiterazione e di accumulazione nel tempo della condizione di IWP. In termini di policy, l’evidenza descritta depone a favore di un insieme di misure di contrasto alla povertà, non (sol)tanto incentrata sulla disponibilità dei necessari trasferimenti monetari ai soggetti e ai gruppi interessati da fenomeni di IWP. Piuttosto, in ottica di ridurre la futura esposizione al rischio, si sottolinea l’opportunità dell’implementazione di un insieme di misure atte a promuovere tanto la riduzione dell’incidenza delle famiglie monoreddito, quanto l’incremento dell’intensità lavorativa del nucleo. Altrettanto importante appare, anche in termini di trasmissione intergenerazionale dei rischi di povertà, il contrasto a fenomeni di accumulazione a livello familiare di posizioni individuali di svantaggio nel mercato del lavoro.

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Stefani Scherer

 

Gabriele R., Tundis E., Barbieri, P., Zaninotto E. “The Age Differentialted Effects of Labor Market Policies over the Business Cycle: the case of Italy”

Enrico Tundis ha presentato un interessante lavoro (coautorato) che propone una valutazione degli effetti della deregolamentazione del mercato del lavoro in Italia sui diversi gruppi di età nel corso dei ciclo lavorativo. L’indagine – basata sui dati delle forze lavoro europee – mostra un effetto non simmetrico delle politiche lungo i percorsi di vita dei lavoratori. Si suggerisce dunque non solo una meticolosa valutazione delle conseguenze complessive delle politiche di liberalizzazione del mercato del lavoro, ma anche una maggior attenzione agli effetti della flessibilizzazione sulle diverse fasce di età dei lavoratori, in quanto possibile fonte di diseguaglianza generazionali..

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Enrico Tundis
Berloffa Gabriella, Matteazzi Eleonora, Sandor Alina, Villa Paola “Gender inequalities in the initial labor experience of young Europeans”

Il lavoro presentato da Gabriella Berloffa (coautorato) analizza le differenze di genere nelle traiettorie occupazionali dei giovani europei durante i primi anni di  esperienza nel mercato del lavoro, e il modo in cui sono influenzate da alcune caratteristiche individuali, macroeconomiche e istituzionali. Le traiettorie occupazionali sono caratterizzate da diversi gradi di stabilità occupazionali, con individui che trovano un’occupazione velocemente e rimangono quasi sempre occupati nei primi cinque anni dalla fine dell’istruzione e individui che invece sperimentano lunghi periodi di disoccupazione e/o inattività o che si muovono frequentemente dentro e fuori dall’occupazione. I risultati mostrano che le giovani donne senza figli trovano un lavoro più velocemente, ma poi hanno delle traiettorie più instabili degli uomini, pur rimanendo senza figli. Le istituzioni del mercato del lavoro hanno effetti diversi per uomini e donne. In particolare, una maggior facilità nell’uso dei contratti a tempo determinato amplifica le difficoltà delle donne a pochi anni dall’ingresso nel mercato del lavoro. E’ dunque necessario considerare con attenzione le conseguenze specifiche di genere quando si discutono –  o si adottano –  le riforme del mercato del lavoro.

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Gabriella Berloffa

 

Berloffa Gabriella, Matteazzi Eleonora, Sandor Alina, Villa Paola “The quality of employment of young people in Europe”

Il lavoro presentato da Alina Sandor (coautorato) propone un nuovo approccio per valutare la qualità delle condizioni occupazionali individuali. Anziché considerare le caratteristiche del posto di lavoro degli individui in un determinato punto del tempo, le autrici guardano alla stabilità della traiettoria occupazionale, alla coerenza tra istruzione e occupazione, al livello e all’evoluzione dei redditi da lavoro degli individui su finestre temporali sufficientemente lunghe. Il lavoro, usando l’indagine europea sul reddito e le condizioni di vita (EU-SILC), analizza come la qualità dell’occupazione a cinque anni dal termine degli studi dipenda dal genere, dall’istruzione e dalle istituzioni del mercato del lavoro.

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Alina Mihaela Sandor

 

Simonazzi Annamaria, Fodor Giorgio, Tamborini Roberto, Lehndorff Steffen “The European Monetary Union at a Crossroad. Which policies for the future?”

Nel corso della tavola rotonda, Giorgio Fodor, Roberto Tamborini e Steffen Lehndorff, moderati da Annamaria Simonazzi, hanno discusso dei problemi che l’Unione Monetaria Europea sta fronteggiando, le ragioni sottostanti questi problemi e i possibili scenari futuri. Nell’evidenziare le possibili risposte alla corrente crisi della realizzazione dell’idea di Europa, è stata dedicata particolare attenzione all’interdipendenza tra economie con diverse capacità produttive. In particolare, si è discusso di quali politiche macroeconomie e politiche industriali sarebbero necessarie per assicurare la sostenibilità di lungo termine dell’idea di Europa, e pertanto il superamento delle difficoltà che attualmente spingono molti paesi a contrapporre il concetto di ‘sovranità nazionale’ a quello di ‘unione europea’, in senso lato.

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Giorgio Fodor, Roberto Tamborini, Annamaria Simonazzi, Albert Recio, Anne Eydoux, Steffen Lehndorff

I membri del commitato organizzatore locale della conferenza IWPLMS 2018, progettata congiuntamente dal Dipartimento di Economia e Management e dalla Scuola Dottorale in Scienze Sociali dell’Università di Trento, sono stati:

  • Paola Villa
  • Alina Sandor
  • Gabriella Berloffa
  • Paolo Barbieri

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